Ticino management: intervista a Raffaele De Rosa

Il turismo è un’importante risorsa economica del Ticino, indissolubilmente legata al territorio e negli ultimi anni abbiamo assistito anche al proliferare di infrastrutture rivolte al turismo della salute.

Come favorire la promozione di un turismo moderno, al passo con i tempi e con le nuove esigenze, che si inserisca in equilibrio con l’Economia e le risorse territoriali del Cantone?

Per rafforzare e rilanciare il turismo bisogna lavorare a vari livelli. La recente revisione della Legge sul turismo si propone, ad esempio, di migliorare la struttura organizzativa del settore ed è destinata a rafforzare le destinazioni turistiche, dando maggiori competenze alle future OTR (organizzazioni turistiche regionali). Oltre alla governance e alla necessità di un buon coordinamento fra tutti gli attori in campo, è fondamentale rimettere al centro i bisogni e le aspettative del turista. Ciò è possibile solo con strutture professionali e specializzate, in grado di sviluppare nuovi prodotti, promuoverli e commercializzarli, ad esempio attraverso la creazione di centri di competenza regionali (o cantonali), approfittando delle economie di scala ed evitando doppioni. Siccome il nostro Paese è penalizzato dalla forza del franco e conosce prezzi (e costi) elevati, per migliorare la competitività del settore turistico è indispensabile rilanciare gli investimenti (sia nell’”hardware”, sia nel “software”), sviluppare prodotti innovativi, puntare sulla qualità senza compromessi. Grazie alla neo-costituita Agenzia turistica ticinese e alle future OTR occorrerà inoltre un marketing più coraggioso, focalizzato sui prodotti d’eccellenza, indirizzato in maniera intelligente sui giusti mercati e orientato ai segmenti di clientela.

Quali gli orientamenti per il futuro e le ricadute economiche ipotizzabili?

Bisogna puntare di più sulle peculiarità e sulle unicità del nostro territorio e dei nostri prodotti (la cosiddetta unique selling proposition, USP). Il turista “moderno” è diventato molto esigente e vuole vivere un’esperienza completa a 360°, autentica e genuina. Sarà vincente chi riuscirà a combinare “mito” e innovazione, tradizione e dinamismo e tipicità e creatività. Inoltre, bisogna migliorare tutta la catena del valore legata al turismo (e non “solo” il prodotto), perché l’esperienza positiva del turista potrebbe essere rovinata anche da un solo tassello negativo. Per questo vedo la necessità di rilanciare gli investimenti in infrastrutture (meglio se finalizzate a “destagionalizzare” il turismo), migliorare il livello dei servizi (non solo quelli direttamente legati al settore), puntare su grandi eventi di qualità e richiamo, sviluppare il mercato dei Paesi emergenti senza trascurare quelli tradizionali. L’attività di animazione, informazione e assistenza al turista andranno rafforzati, così come l’ospitalità e l’accoglienza, il savoir-faire e il savoir-être, che sono valori fondamentali di cui troppo spesso ci dimentichiamo.

Il New Deal di Bertoli: “Compriamo i terreni per insediarci aziende di qualità”.

Come vede la proposta?

Questa proposta non è una novità, ma ritorna periodicamente sul tavolo. Infatti, Cantone, Comuni e Regioni stanno analizzando già da tempo questa possibilità, ad esempio nell’ambito della strategia sui Poli di sviluppo economico. Non esiste una risposta univoca perché il successo dipende caso per caso. In questo senso, la proposta non è fuori luogo, ma neppure la panacea a tutti i mali e bisogna fare attenzione che essa non provochi più problemi di quelli che si vuole risolvere.

Pregi e difetti?

Dal punto di vista teorico, la proposta è allettante ed i pregi sono evidenti: l’Ente pubblico può disporre immediatamente di terreni su cui insediare delle attività economiche. Si potrebbero inoltre evitare alcuni esempi di speculazione osservati in alcune zone del Cantone. Il passaggio dalla teoria alla pratica si accompagna però da una serie di questioni e problematiche che vanno risolte: quale modello di governance? Chi decide e con quali criteri? Quali aziende di quali settori favorire l’insediamento? Con quali fondi e a quale prezzo si intende acquisire i terreni? Inoltre, se i terreni vengono in seguito venduti al “privato” si torna ai piedi dalla scala, mentre se vengono concessi in affitto o diritto di superficie di medio e lungo termine, si arrischia comunque di perderne controllo. Come fare, in questi casi che abbondano in Ticino, a tutelarsi nel caso in cui il progetto non viene realizzato come convenuto oppure se non viene realizzato del tutto?

Come promuovere la valorizzazione del territorio con l’impianto di aziende ad alto valore aggiunto?

Lo sviluppo economico dipende da numerosi fattori altrettanto, se non addirittura più importanti, dalla politica fondiaria, quali ad esempio: condizioni quadro ottimali (leggi semplici, infrastrutture all’avanguardia, servizi ottimi, sistema dei trasporti efficiente, fiscalità, ecc.), presenza di manodopera qualificata, formazione e ricerca eccellenti e orientati ai bisogni dell’economia, ecc. Per attirare aziende ad elevato valore aggiunto è necessario innanzitutto rafforzare le aziende esistenti, sviluppare i centri di eccellenza nel campo della formazione e della ricerca, puntare sulla creazione di parchi tecnologici e attirare in Ticino parti di scuole specializzate oppure dipartimenti o comparti legati ai politecnici federali come stanno facendo altri Cantoni. Il marketing territoriale andrebbe sviluppato creando un gremio che raggruppi tutti i portatori di interesse (per metterli in rete e creare sinergie), al fine di valorizzare verso l’esterno le competenze e i punti di forza del territorio.

2019-01-11T15:45:28+00:00