Premi di cassa malati: è ora di dire basta!

L’ennesima stangata era nell’aria da tempo: i premi di cassa malati aumenteranno anche nel 2019. Il rituale dell’apertura della fatidica busta ricevuta dal proprio assicuratore malattia anche quest’anno ha riservato una brutta sorpresa, e ciò nonostante vi sia unanimità nel riconoscere la necessità di un cambio di rotta. A dominare sono la rassegnazione, la rabbia e un’impressione di impotenza di fronte ad una situazione che non sembra poter migliorare, anche per l’influsso delle forti lobby presenti a Berna.

E non consola la consapevolezza che quanto prospettato rappresenta un aumento medio inferiore a quello degli ultimi anni. La realtà è che avremmo dovuto finalmente osservare una diminuzione dei premi o perlomeno una stabilizzazione invece dell’ennesimo aumento, causato, secondo il Consigliere federale Alain Berset, dal progresso scientifico, dall’evoluzione demografica e dalle prestazioni mediche eccessive.

Ma al di là delle spiegazioni snocciolate da Berna ci sono le famiglie con le loro crescenti difficoltà nel far quadrare il proprio bilancio. E quella dei costi per l’assicurazione malattia è diventata una voce pesante del budget familiare.

Il tasso delle spese fisse necessarie per vivere (o forse sarebbe meglio dire sopravvivere), quali il premio di cassa malati, l’affitto, ecc., sta assumendo una proporzione insostenibile. Dedotte le spese indispensabili, resta poco in tasca per vivere, figuriamoci per risparmiare. Penso soprattutto a chi ha figli, oppure alle famiglie monoparentali, oppure anche alle persone che vivono da sole… in particolare per quest’ultima categoria l’onere è elevatissimo. Senza parlare poi della stagnazione dei salari, che aggrava ancora di più il fardello dei premi di cassa malati, e il senso di frustrazione di fronte alle fatture che sembrano moltiplicarsi nella cassetta delle lettere.

Un fenomeno questo che si fa sentire particolarmente in Ticino, dove il rischio di povertà è aumentato negli ultimi anni. A dirlo è l’Indagine sui redditi e sulle condizioni di vita dell’Ufficio federale di statistica. Su tutte una cifra: nel 2016 il tasso di rischio di povertà del Ticino era del 31,4%, mentre in Svizzera del 14,7%.

Per tamponare l’emorragia tanti cittadini hanno fatto moltissimo per contenere i costi: adozione di modelli alternativi, consulenze mediche telefoniche, aumenti della franchigia, riduzione delle opzioni di libera scelta, ecc. Certamente si può fare di più, come segnalato in un recente articolo dal collega deputato Fabio Käppeli, in cui si rilancia il modello vero e proprio del medico di famiglia.

Ci vuole una seria volontà politica per risolvere questo problema, altrimenti si rischia solo di intervenire con i soliti cerotti che non portano da nessuna parte, se non quella di fare lievitare la quota di assistiti e di morosi. In tal senso ritengo emblematico il fatto che una proposta, ritenuta molto interessante dal Gran consiglio, stilata assieme al collega Luca Pagani per una trattenuta alla fonte del premio dell’assicurazione malattia obbligatoria, e datata del 2007 (!) risulti tuttora al vaglio del Parlamento.

Se la politica, l’economia ed il settore sanitario nel loro insieme non riescono a trovare una soluzione non rimane che fare intervenire il popolo. In questo senso, firmerò con convinzione l’iniziativa popolare lanciata dal PPD “Per premi più bassi” che mira a porre un freno all’aumento dei costi della salute.

Se in vent’anni i premi sono praticamente raddoppiati, non possiamo permetterci di attenderne altri venti per intervenire con fermezza!

Raffaele De Rosa, deputato PPD in Gran consiglio e Presidente della Commissione della Gestione

2019-01-11T09:43:47+00:00