Corriere Del Ticino: intervista a Raffaele De Rosa

Di Gianni Righinetti

L’iniziativa “Per Comuni forti e vicino al cittadino” ha ottenuto l’avallo di 64 enti locali. Tra questo non c’è Riviera, come lo spiega?

Il nostro è un Comune giovane. Il Municipio si è preso l’impegno coi cittadini di fare funzionare le cose, di garantire e migliorare i servizi e di concretizzare quanto deciso nel progetto aggregativo. In questi mesi tutte le nostre energie si sono concentrate su questi difficili compiti. Il nostro Municipio ha comunque discusso di questo importante tema e ne ha riferito compiutamente alla Commissione della gestione.

Riviera si può un po’ descrivere come un Comune al centro della periferia. Quali i punti positivi e quali negativi nei vostri rapporti con il Cantone?

Siamo un Comune che vuole restare a misura d’uomo, in cui la qualità di vita rimane alta. Riviera vuole riuscire ad inserirsi a pieno titolo come quartiere della Città Ticino. I rapporti con il Cantone sono professionali, seri e corretti. Essi sono generalmente buoni. Tra i punti negativi osserviamo purtroppo un aumento della burocrazia e delle tempistiche che vanno assolutamente ridotti!

Il successo dell’iniziativa a suo avviso è soprattutto il frutto di un persistente malessere nei rapporti istituzionali, oppure la conseguenza di un’eterna predisposizione al lamento?

Sono Gran Consigliere da 16 anni e sono attivo anche come Sindaco. Ho il profondo convincimento che è ora di cambiare i rapporti Comune – Cantone con un criterio di maggiore rapidità delle procedure, di conseguenza migliore adattamento al ritmo del mondo civile. Per questo è necessario: proporre la semplificazione delle leggi che hanno dimostrato di essere vetuste, creando ostacoli inutili burocratici; valutare i rapporti Comune – Cantone, con l’intento di semplificare le procedure; far sì che ci sia un’analisi critica delle nuove leggi, sistematicamente dal punto di vista dell’impatto economico, ogni 4-5 anni.

Lei sta vivendo questa situazione da sindaco, ma anche da membro dell’istituzione Gran Consiglio e pure presidente della Commissione della Gestione. In questa situazione è possibile essere equidistanti dalle problematiche o una carica finisce per prevalere sull’altra?

In politica, come nella vita, occorre soprattutto essere giusti e corretti nelle proprie scelte. Essere Sindaco, come municipale, permette di toccare con mano ogni giorno i bisogni dei tuoi cittadini e di avere un legame molto stretto con il territorio. In Parlamento questo è un valore aggiunto. Purtroppo, negli ultimi anni, il numero di Sindaci e municipali in Gran consiglio si è ridotto di molto. Questo arrischia di aumentare lo scollamento con le Istituzioni e con i cittadini.

Nel mio lavoro cerco sempre di approfondire i problemi, di capire, ragionare con la mia testa, restando indipendente. Proprio su questo tema, in Commissione ho attirato l’attenzione sulle due iniziative dei Comuni. Ho proposto nel rapporto sul Preventivo 2019, tenendo conto del profondo malcontento in molti Comuni, di voler accogliere queste richieste e discuterle nell’ambito della Piattaforma Ticino 2020. Purtroppo, la maggioranza commissionale ha voluto altrimenti.

Non ci rendiamo conto che chi governa gli enti locali è stanco della massa di norme che riceve dalle istituzioni superiori (Cantone).

Inoltre spesso i Municipi vivono determinate decisioni come inappropriate, emesse da persone che non conoscono la realtà locale e di conseguenza si accorgono che lo scollamento tra il cittadino e l’istituzione cantonale aumenta.

Da politico di lungo corso sa bene che le tensioni tra Cantone e Comuni sono una costante da un ventennio. È nella natura delle cose che il “litigio” non possa essere appianato?

Non solo può, ma deve assolutamente essere appianato. Le due iniziative dimostrano che è importante migliorare e rafforzare i rapporti tra Cantone e Comuni, e la capacità di dialogo, come si sta facendo in questi anni nei rapporti, non sempre facili, tra il Ticino e la Confederazione.

Abbiamo visto nascere tavoli di lavoro, di discussione mentre oggi c’è la cosiddetta “Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni”. Tante belle parole ma senza concretezza?

Effettivamente la divergenza di visione tra Comuni e Cantone impedisce a volte di concretizzare in tempi ragionevoli gli obiettivi prefissati. In questo senso sarebbe auspicabile un maggior pragmatismo e più concretezza, per affrontare al meglio le diverse sfide.

Abbiamo detto che le tensioni sono ormai datate e c’erano già quando le Istituzioni erano dirette da esponenti del PPD. Oggi alla guida di quel Dipartimento c’è un leghista. A suo modo di vedere abbiamo fatto qualche progresso, siamo fermi al palo oppure addirittura le cose sono peggiorate?

E’ sempre difficile fare dei paragoni con il passato, perché cambiano i tempi, le situazioni ed il contesto. Inoltre, un Consigliere di Stato deve avere lo spessore e la capacità di superare le logiche “di partito” nell’interesse del Paese, anche se mi rendo conto che non è sempre facile. Di anno in anno assistiamo ad un aumento del numero delle leggi che non vengono verificate nella loro portata dopo alcuni anni che sono entrate in vigore. Per di più queste leggi sono decise a livello di Gran Consiglio e Consiglio di Stato laddove la rappresentanza degli enti locali è quantitativamente sempre più esigua. È vero che si tenta attualmente di migliorare la fase di consultazione tra i Comuni e il Cantone. Questo però non ha ancora dato frutto.

Norman Gobbi guardando all’iniziativa ha parlato di “ritocchi controproducenti”. La pensa esattamente come lui?

È pur vero che il progetto di riforma Ticino 2020 sta evolvendo, ma siamo lungi dall’aver trovato le proposte concrete.

Ricordo che gli enti locali si chiamano locali perché sono vicini alla realtà del cittadino. Quest’ultimo si rivolge molto più sovente al suo Sindaco e al suo Municipio che al Gran Consigliere o al Consigliere di Stato.

Il nodo non è solo istituzionale ma anche fiscale. Il risanamento dei conti si mantiene grazie e un equilibrio fragile ha fatto notare il direttore del DFE Christian Vitta. Ma a rimetterci oggi sono davvero i Comuni?

Tutti si lamentano quando la Confederazione ribalta oneri sui Cantoni oppure sottrae loro delle risorse, poi il Cantone si comporta allo stesso modo nei confronti dei Comuni. I Comuni, che in genere sono ben amministrati e sono tra gli attori che in questi anni hanno contribuito molto al risanamento finanziario dello Stato. Non dimentichiamo però che non sono gli unici ad aver fatto dei sacrifici in questi anni. La manovra di risparmio ha infatti toccato ambiti sensibili che non andranno più sollecitati in futuro: oltre agli interventi di competenza governativa, con aumenti di tasse e balzelli e l’aumento delle stime immobiliari, ricordiamo le misure concernenti il sociale ed il mercato del lavoro. Sul fronte dei rapporti con i Comuni ogni misura o intervento futuri dovrà essere preventivamente discussa, condivisa e decisa di comune accordo.

L’impressione è che il cittadino-contribuente (che paga le imposte a livello locale e cantonale) non capisca questo confronto. È dello stesso avviso?

Certamente. Per questo, è necessario correre subito ai ripari e trovare delle soluzioni soddisfacenti per tutti in quanto bisogna evitare una votazione popolare che non gioverebbe a nessuno. Bisogna creare il clima positivo, politicamente parlando, affinché il cittadino abbia ancora voglia di esercitare la politica. Tutti noi sappiamo che il punto di partenza è quasi sempre quello dell’attività comunale.

Ha una sua ricetta per uscire dalle sabbie mobili di un confronto senza tregua?

Le ricette miracolose non esistono, esistono però l’impegno e la serietà nel lavoro e sono sempre paganti. Nell’attuale situazione occorrono più ascolto, capacità di dialogo e di mediazione tra le parti.

La Commissione della gestione che lei presiede potrebbe fungere da organo di mediazione o sarebbe un’altra illusione?

No, la commissione della gestione non è fatta per questo e inoltre non credo che il Consiglio di Stato oppure i Comuni abbiano bisogno di ulteriori intermediari.

2019-01-14T18:56:42+00:00