LaRegione Ticino: Dal rinnovabile alle certificazioni, ecco cosa può fare l’ente pubblico

Un tema messo in piazza dalle nuove generazioni è quello dei cambiamenti climatici. Quali risposte dare?

Zali: Mi piacerebbe poter risolvere il problema del surriscaldamento climatico con una decisione dipartimentale, ma evidentemente non può essere così. Occorre innanzitutto prendere consapevolezza a livello globale.

D’accordo, ma il suo dipartimento cosa può fare?

Zali: La Svizzera influisce in misura tendenzialmente trascurabile sulla situazione globale. Non per questo è un buon motivo per non fare nulla. Come cantone abbiamo un certo margine. Dobbiamo cercare di consumare meno energia fossile: negli ultimi 10 anni abbiamo investito 65 milioni per schermare gli edifici e sostituire le fonti energetiche con le rinnovabili. Ciò che incide per 1/3 circa nel consumo di energia del cantone.

Nel nostro piccolo dunque, cosa fare?

Riget: Penso si possa fare molto. È chiaro che il Ticino da solo non potrà risolvere l’emergenza climatica, ma questo non significa che non si possa dare un importante contributo. Una delle priorità è promuovere il trasporto pubblico in modo capillare, anche nelle fasce serali e notturne.

E i comuni?

De Rosa: La prima misura che ho adottato come sindaco [del comune di Riviera, ndr.] è avviare la procedura per l’ottenimento della certificazione ‘città dell’energia’. Ho pure chiesto di svolgere un check-up energetico degli stabili comunali. Come Ente regionale di sviluppo abbiamo posato delle colonnine elettriche per le biciclette. Ma quello che mi preme ricordare è altro: quindici anni fa circa ho proposto al Cantone di allestire un piano energetico. Ci sono voluti dieci anni solo per discutere dell’iniziativa in parlamento. Lo stesso vale per le misure volte a sensibilizzare la popolazione all’uso parsimonioso dell’energia. È veramente deludente vedere quanto tempo ci vuole per gettare le basi minime per una politica energetica moderna e adeguata.

La politica è in ritardo quindi?

Gaffuri: Non credo. Nel mio comune [Breggia, ndr.], grazie al fondo energie rinnovabili, abbiamo avviato uno studio con la Supsi per valutare dal punto di vista energetico il patrimonio immobiliare comunale e capire così se ci sono dei miglioramenti da fare. La maggiore diminuzione dell’inquinamento atmosferico nel cantone in passato è stata registrata quando sono state introdotte delle misure forti da parte dello Stato. Oggi dobbiamo capire se vogliamo reprimere, sensibilizzare o incentivare.

By |2019-02-25T11:20:38+00:00Febbraio 22nd, 2019|interviste|0 Comments

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