Corriere del Ticino: “Il PPD deve ritrovare i suoi valori”

“Dal DSS mi sarei aspettato risparmi meno incisivi”

Se fosse eletto e le venisse attribuito il Dipartimento delle finanze e dell’economia, quale sarebbe il suo primo provvedimento e per quale ragione?
“Senza ombra di dubbio il primo provvedimento riguarderebbe il mercato del lavoro. In quest’ambito non è stato fatto abbastanza. Penso soprattutto alla disoccupazione giovanile e – nel contesto di una progressiva digitalizzazione – alla tutela degli over 50. Non da ultimo ricordo i quasi 70.000 frontalieri attivi in Ticino, un numero che deve spingerci a ripensare il nostro modello di sviluppo per tornare a dare opportunità di lavoro ai ticinesi e ai residenti.”

Se dovesse muovere una critica al Consigliere di Stato uscente Paolo Beltraminelli, quale sarebbe e su quale dossier?
“Nel quadro delle misure di contenimento finanziario mi sarei immaginato degli interventi meno incisivi e dei risparmi meno importanti sul fronte dei sussidi di cassa malati. Quest’ultimo è un tema cruciale, poiché va a incidere sul ceto medio e medio-basso, ma sempre di più tocca anche le famiglie più agiate. Nel settore considerato serviranno dunque dei correttivi, senza tornare ai sussidi a pioggia ma attraverso degli aiuti mirati alle famiglie e ai cittadini chiamati a pagare i premi di cassa malati”.

Qual è la sua posizione in merito agli smartphone a scuola e quale la sua soluzione?
“Come papà di due figli di 9 e 10 anni la risposta è molto semplice. Ritengo che lo smartphone a scuola non debba essere tollerato. Per questioni di emergenza i genitori possono indirizzarsi alle segreterie delle scuole. Se non usati per fini didattici, questi dispositivi rappresentano solo un fattore di disturbo per i ragazzi. Il tutto prestando anche il fianco a fenomeno come il cyberbullismo”.

Il caso Argo 1 ha creato spaccature interne anche al PPD. C’è chi ha ritenuto poco opportuni alcuni comportamenti del presidente Fiorenzo Dadò in questa vicenda. Hanno ragione?
“Francamente, non essendomi trovato all’interno del dossier non mi sento di esprimere giudizi. Penso però che proprio nei momenti di difficoltà un partito si debba compattare, cercando di raggiungere unito l’obiettivo. E per il PPD questo significa soprattutto ritrovare i suoi valori fondanti, legati alla famiglia, alla sussidiarietà dello Stato, all’occupazione e alla solidarietà. Nella campagna elettorale mi voglio concentrare su questi temi”.

Spesa in Italia: è favorevole o contrario?
“Di principio cerco di fare tutte le spese nel cantone e a livello regionale. Però posso capire quelle persone che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e dunque decidono di recarsi in Italia per la spesa. Per questo è importante che il commercio locale cerchi di mantenere i prezzi a un livello sostenibile, incentivando perché no gli acquisti in Ticino”.

By |2019-03-04T11:17:18+00:00Marzo 5th, 2019|interviste, news|0 Comments

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